La Locanda Fantasma - Grand Tour - Libro Primo - Grappolo di Libri Editore - BOOKS ITA

12,00 EUR

Prezzo in Punti Fedeltà: 240

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Codice Prodotto:
95190
Punti Fedeltà:
12

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Descrizione

Grand Tour - Libro Primo

La Locanda Fantasma - Una storia del Conte Ettore Gazza di Mezzanotte, scritta di suo pugno e poi corretta, redatta, illustrata e impaginata dai suoi fedelissimi amici.

Margherita ha dodici anni e sogna di andare in vacanza a New York o a Parigi. Invece, proprio all’inizio dell’estate, i genitori le dicono che nonna Ines è malata. Forse sta per morire. E la famiglia con l’inseparabile gatto Mister Jingo deve raggiungerla in tutta fretta nella cittadina piemontese di Acqui Terme. È proprio la nonna a rivelare a Margherita un grande mistero: al di la del bosco sorge una villa abbandonata una tempo appartenuta al Conte Mezzanotte. Secondo la nonna il Conte era un personaggio affascinante, e ancora più affascinante doveva essere la sua dimora: un albergo che era anche il punto di partenza per un viaggio straordinario. Il Grand Tour. Per la nonna, ormai, è troppo tardi per partire. Margherita invece ha l’età giusta. È lei che deve raccogliere il coraggio e, assieme a due ragazzi del posto, Rama e Goffredo, scoprire cosa si nasconde oltre l’antico cancello della villa. Enigmi, trabocchetti e misteriose apparizioni saranno solo l’inizio di una fantastica avventura…

Età: 9+

Lingua: Italiano

Grappolo di Libri Editore

Un progetto: Book on a Tree, Andrea "drBestia" Cavallini & Piero Spotti

Soggetto: Pierdomenico Baccalario, Davide Morosinotto & Jacopo Olivieri

Testo: Pierdomenico Baccalario, Andrea Canobbio & Alessandro Gatti

ISBN: 9788890951909

Pagine: 248

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l termine “Grand Tour” compare per la prima volta nel 1670, all’interno della guida Voyage or a Complete Journey through Italy dello scrittore Richard Lassels. La sua origine, tuttavia, risale perlomeno a un centinaio di anni prima. Si trattava di un lungo viaggio per il continente ritenuto fondamentale per la formazione finale di un aristocratico. Moltissimi furono i nobili europei (soprattutto francesi e inglesi) che lasciarono il proprio paese armati di coraggio, curiosità e spirito d’avventura per intraprendere il grande viaggio che avrebbe per loro segnato il passaggio all'età adulta, esplorando territori come Olanda, Francia, Germania, Svizzera e, infine, l’Italia.

C’erano almeno cinque buone ragioni per visitare l’Italia, scrisse Sir Thomas Palmer nel saggio che sarebbe diventato il vademecum di quei viaggiatori: il clima, le antichità, le corti, le diverse forme di governo e le università. Nel secolo d’oro del Grand Tour, il Settecento, migliaia furono i giovani aristocratici, di età compresa fra i sedici e i ventidue anni, che partirono alla volta del continente per raggiungere l’Italia. Tra questi potevano contarsi poeti e filosofi, pittori e artisti, uomini di Chiesa, letterati e musicisti. Ma anche scienziati naturali e semplici curiosi. Per l’appunto: fu proprio la curiosità a portarli lontano da casa. Una curiosità onnivora, una smania di scoprire città e bellezze naturali, di conoscere usi e costumi diversi dai propri, di ammirare e collezionare antichità e opere d’arte. Non stupisce che da allora tutti cominciarono ad amare l'Italia.

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A qualche secolo di distanza dal Grand Tour originale, un variegato gruppo di viaggiatori immaginari, composto da scrittori, editori, illustratori, redattori, librai indipendenti e inventori di codici informatici, ha voluto riproporre il fascino di questo viaggio di formazione, mettendosi al servizio della bizzarra impresa iniziata, molto tempo fa, dal Conte Ettore Gazza di Mezzanotte.

Dal desiderio di intraprendere un viaggio nel nostro paese per rispolverarne la magia, con il semplice soffio di un’avventura, nasce il progetto del Grand Tour di cui La Locanda Fantasma costituisce la prima tappa. Le successive – se le strade, gli accidenti del viaggio e i briganti ce lo permetteranno – seguiranno in parte quelle previste dal Tour originale e in parte devieranno, portando i viaggiatori verso mete meno note e frequentate, ma non per questo scevre di meraviglie.

Nella speranza, quindi, che decidiate di intraprendere insieme a noi questo viaggio, lungo e appassionante, vi salutiamo con le parole del poeta Samuel Johnson: “Colui che non avrà viaggiato l’Italia soffrirà sempre di un senso di inferiorità, perché non avrà visto ciò che ogni uomo dovrebbe vedere”.

Buon Grand Tour a tutti voi!